DALLA GINNASTICA IN SU

Lo Zen-Stretching® è “una forma di ginnastica morbida basata sullo stiramento e la tonificazione delle catene muscolari lungo il percorso dei meridiani energetici”. Le finalità di questa pratica vanno però ben oltre il semplice allenamento del corpo e il miglioramento delle sue prestazioni. La ragione è presto detta. Poiché siamo energia, ovvero poiché corpo, mente e spirito sono un tutt’uno, qualunque attività svolgiamo coinvolge sempre tutti i livelli della nostra persona. Questo assunto garantisce di per sé che, se durante la pratica applico i principi di base (attenzione, ascolto di sé, rispetto dei limiti che il corpo denuncia nell’esecuzione delle posizioni), ne trarrò comunque dei benefici, ad esempio:

  • svolgere con più piacere e scioltezza gli esercizi valutati come pesanti al primo approccio e, quindi, tenere la posizione più a lungo, così da assaporarne l’efficacia;
  • avere una migliore percezione delle reazioni spontanee del corpo nell’esercizio avvertito come meno significativo, più indifferente, apparentemente più comodo ma, in realtà, meno interessante o coinvolgente;
  • dopo una fase di esercizi correttivi, a una seconda esperienza della serie di base (che in questo caso funge da monitoraggio) è possibile rilevare un cambiamento nella scelta dei due esercizi contrapposti: probabilmente entrambi (o uno dei due) saranno scelti tra esercizi diversi da quelli iniziali;
  • in generale è possibile sperimentare una omologazione nella percezione delle differenze tra gli esercizi della serie di base, a indicare un maggiore equilibrio tra il pieno (Jitsu) e il vuoto (Kyo).

Già questi primi risultati producono nel praticante una sensazione di efficacia che lo rendono fiducioso riguardo ai benefici dello Zen-Stretching. Continuare ad allenarsi significa innanzitutto acquisire maggiore dimestichezza con i movimenti, le posizioni e il loro utilizzo differenziato, alla ricerca della migliore sensazione/maggiore libertà di movimento. Ma c’è di più. Fornisce l’occasione per comprendere più a fondo il significato energetico dell’azione.

  • Il Jitsu (eccesso di energia) richiama l’attenzione verso aspetti della persona che costituiscono un “punto di forza”. Non parliamo soltanto di parti del corpo, ma di atteggiamenti psicologici, abitudini, preferenze, abilità… tutta una rosa di funzionalità che la Medicina tradizionale cinese ci ha ormai abituati a considerare collegate in modo profondo tra loro e con la loggia energetica legata al meridiano sollecitato dal movimento.
  • Il Kyo (carenza di energia) risveglia, di solito con più lentezza, l’interesse verso parti di noi che tendiamo a trascurare e a non considerare importanti. Non è stato sempre così, magari è cominciato tempo prima (a volte anche molto tempo prima), magari da un episodio in cui queste facoltà sono state in qualche modo penalizzate, non comprese o negate (da noi o dall’ambiente intorno a noi): abbiamo fatto l’abitudine a tenerle da parte, ignorando o sottovalutando i segnali (manifestazioni sintomatiche) che richiamavano l’attenzione su di esse. Utilizzare correttivi “di sostituzione” per colmare i deficit senza entrare nel merito della loro origine è il modo più diffuso per liberarsi di un sintomo riducendone l’importanza.

Il nostro organismo ha da sempre meccanismi di autoregolazione (omeostasi) che gli consentono di adattarsi e compensare i cambiamenti dovuti all’ambiente e al tipo di vita che attraversiamo; questo si verifica anche nelle proprietà energetiche della nostra vitalità, così come viene descritto nella cultura orientale dalla cosiddetta Legge delle cinque trasformazioni dell’energia. Nel sistema teorico di Shizuto Masunaga, che è all’origine della pratica dello Zen-Stretching, le facoltà vitali fondamentali, riferite alla tradizione della Medicina cinese, vengono descritte come metafore: nel corpo l’energia percorre un circuito completo e, scorrendo da una parte all’altra, dà impulso a vari aspetti della nostra vitalità ed è all’origine del funzionamento di tutti gli organi. Questo circuito preferenziale parte dal centro di raccolta, il cosiddetto “campo di cinabro” (Tanden in giapponese), cioè il punto che raccoglie l’essenza più preziosa. Da qui l’energia si diffonde in tutto il corpo seguendo inizialmente il Canale centrale, che costituisce un primo percorso di diffusione e differenziazione tra diverse qualità e funzioni dell’energia. La prima grande distinzione è quella tra energia Yin (distribuita dalla porzione frontale del Canale centrale, o Vaso della Concezione, con funzione di accumulo, ricarica di energia) ed energia Yang (distribuita dalla porzione posteriore, o Vaso Governatore, con funzione di attivazione, utilizzo e dispendio dell’energia accumulata).

Yin: L’ideogramma rappresenta il lato in ombra di una collina, il che ci aiuta a ricordare tutte le possibili associazioni con questa immagine. Yang: L’ideogramma rappresenta il lato al sole di una collina, il che ci aiuta a ricordare tutte le possibili associazioni con questa immagine.

Non è questa la sede per dilungarsi con ulteriori descrizioni dell’energia nel nostro corpo, basti dire che nella circolazione energetica complessiva ogni organo, ogni funzione, ogni parte del corpo, ogni qualità psicofisica viene associata a un tratto specifico di un’energia specifica volta a uno specifico scopo nella vita (Meridiano).

Esercizio di dispersione per il Vaso della Concezione.

Possiamo riferirci a questa prima distinzione generale per collegare le parti del corpo lungo le quali scorrono i due Vasi con i movimenti adatti a percepire e stimolare la condizione di questi percorsi. A seconda della reazione individuale all’una o all’altra posizione, è possibile valutare la condizione relativa della nostra energia nell’uno o nell’altro aspetto (Yin o Yang). Se, ad esempio, la flessione all’indietro del corpo risulta più difficile, più fastidiosa di quella in avanti, posso dedurre che, nell’equilibrio relativo, la mia energia Yin è in una condizione di eccesso rispetto a quella Yang, che quindi è più carente. Beninteso, non sono mai valori assoluti, ma sempre relativi. Cosa significa questo?

Esercizio di base per il Vaso Governatore.

Ci aiutano a capirlo le associazioni collegate all’una e all’altra qualità energetica:

  • Yin: terra, freddo, luna, passivo, pesante, solido, femminile, nascosto, ricettivo, contratto, sostanza, discesa, notte, interno, muco, urina, traspirazione, sangue, linfa, collagene, grasso.
  • Yang: cielo, caldo, sole, attivo, leggero, cavo, maschile, manifesto, proiettivo, espanso, forma, salita, giorno, esterno, circolazione, secrezione, respirazione, metabolismo, pulsazione, peristalsi, eliminazione.

Esaminando la mia vita riuscirò probabilmente a individuare alcune corrispondenze, a cominciare dall’aspetto Jitsu, cioè quello che nel movimento ha evidenziato maggiore difficoltà di esecuzione, maggiore resistenza. Ciò significa che in quel momento, nell’economia generale della mia vita, sto prevalentemente utilizzando quel tipo di energia, la sfrutto di più, la padroneggio di più (cioè ne sono più consapevole, a contatto). Uso quell’energia istintivamente, riconoscendola come un mio punto di forza che mi serve a proteggere, dissimulare, mascherare un mio aspetto più carente e che tendo a risparmiare (Kyo).

Volendo calare l’esempio precedente nel contesto quotidiano, potremmo raccontare questa disparità di distribuzione (+Yin –Yang) come un momento della vita in cui la persona coltiva maggiormente la propria energia curandone la capacità di rafforzamento, ricostruzione, assecondando un’attitudine di interiorizzazione, isolamento, proteggendosi in vari modi piuttosto che uscire allo scoperto e assumere iniziative.

È importante precisare che questa osservazione non comporta un giudizio di merito sulla propensione a far prevalere le facoltà più Yin garantite dall’energia: è naturale assecondare le proprie preferenze, attitudini, le proprie tendenze verso un certo modo di gestire la vita. I problemi semmai emergono quando questa prevalenza perdura nel tempo penalizzando l’aspetto Yang dell’energia, con le sue proprietà di attività, espansione, leggerezza, iniziativa, esposizione e via elencando. L’alternanza dinamica e armoniosa tra i due aspetti opposti dell’energia garantisce benessere ed efficacia, mentre il prevalere dell’uno a scapito dell’altro coincide con la manifestazione dei sintomi di disagio con cui ci ritroviamo a fare i conti.

Da questa conoscenza deriva ogni forma di provvedimento di riequilibrio proveniente dalla cultura orientale, compreso lo Zen-Stretching, che ha il vantaggio di applicare questo principio in ogni porzione della circolazione energetica nel corpo, descritta e stimolata in tutte le sue funzioni.

Tornando all’esempio relativo alla porzione del Canale centrale, la disparità nell’energia può essere riequilibrata a partire dalla valorizzazione (tonificazione) degli aspetti più Yang, per poi passare alla dispersione (o ridistribuzione) dell’energia Yin in eccesso. Questo sul piano fisico.

Esercizio di tonificazione.

Esercizio di dispersione per il Vaso della Concezione.

È però certamente interessante e utile esaminare anche il proprio vivere quotidiano dal punto di vista dell’energia in vuoto (Kyo). Secondo la teoria di Masunaga, infatti, il vuoto di energia è da considerare la causa, la prima manifestazione di un’insufficienza alla quale il nostro organismo risponde sviluppando un Jitsu, cioè l’utilizzo privilegiato di una porzione di energia con cui siamo più in contatto. All’osservazione potrà emergere qualche spunto di riflessione su occasioni, eventi, attitudini che danno ragione di un calo di energia con caratteristiche più Yang.

A volte non è facile consentirsi di esaminare la propria vita con spirito di accettazione, senza giudizio e con semplicità, per scoprire se vi sono ambiti nei quali è possibile operare qualche cambiamento, magari secondo un metodo graduale e progressivo, per esempio il Kaizen (miglioramento continuo), che nasce come strategia per migliorare la produttività, ma trova attualmente ottima applicazione anche nella gestione della crescita personale.

Nello sviluppo dell’esperienza dello Zen-Stretching ho riscontrato benefici e buona accoglienza nell’uso di tecniche di rilassamento e autoipnosi. La loro peculiarità di aprire l’accesso agli strati subconsci della mente, infatti, consente di esplorare esperienze, motivazioni, ricordi utili a individuare l’origine di un “punto di carenza”. In tal senso è molto interessante una sorta di “gioco di ruolo”: la persona, in rilassamento, viene guidata a gestire un dialogo tra il suo aspetto Kyo e il suo aspetto Jitsu, i quali sono “invitati” a raccontarsi e a esplicitare le proprie “buone ragioni”, fino a superare la contrapposizione e arrivare a un’integrazione reciproca.

Dunque, si può partire dal movimento per esplorare la propria circolazione energetica e le sue conseguenze, per tornare poi a una ginnastica più armoniosa, che a sua volta riverserà i suoi benefici su una gestione più equilibrata della propria vita.